sabato 6 settembre 2014

LA SIGNORA CHE SONO E CHE NON VOGLIO PIU' ESSERE



Quando ti accorgi che la misura è piena è sempre tardi.
Osservi l'acqua che scende rovinosamente dai bordi del vaso ricolmo, mentre inonda il pavimento.
E pensi che non hai voglia nemmeno di prendere uno straccio per asciugare.
Che l'acqua scorra, che si creino cascate, e mulinelli vorticosi.
Che si allaghi il mondo!

Se c'è da nuotare non mi spavento.
Sono un pescetto, in acqua, io.



2 commenti:

Patalice ha detto...

...alle volte "essere signore" non porta proprio da nessuna parte!

.come.fossi.acqua. ha detto...

Peggio. É contro produttivo.