venerdì 2 ottobre 2015

ALLORA VADO



"Ci ho riflettuto e ci vediamo domani", gli ho scritto.
Sarebbe stato fantastico andare giá stasera e partecipare all'ape-International al quale sono stata invitata, ma esco da lavoro intorno alle 20.00 e stasera avevo dimenticato di avere un mezzo impegno.
Nulla che mi interessi particolarmente.
Nessuno, nemmeno.
Peró ho detto che andavo e mi spiace mancare alla parola data.
In piú non avevo voglia di fare le corse per arrivare in tempo.


Gli ho detto che ci vediamo nel pomeriggio.
Quando avró consumato un po' di suola a passeggiare sul lungofiume, mangiando un panino alla salmoneria, dopo aver fatto visita ad un negozio etnico che sembra un bazar, ed alla feltrinelli che ha l'angolo caffè sulla piazza dove passeggia il mondo.


Questo, naturalmente, non lo sa.
Se gli dicessi che arrivo per pranzo mi sequestrerebbe per portarmi in un posto dove si mangia bene.
Ed io ho bisogno invece di stare un attimo da sola, a godermi la libertà dei miei passi, senza costringermi ad alcuna conversazione.
Una sorta di ritiro spirituale di una manciata di ore, in mezzo al casino del mondo.


Quando vivevo lí, quando la mia pausa pranzo era la passeggiata turistica a piedi da un luogo di lavoro all'altro, quando pensavo in prospettiva a come si sarebbe evoluta di lí a poco la mia vita, avevo la stessa inquietudine.


Mi sentivo egualmente costretta e bisognosa di un cambiamento, quello che ho poi intrapreso.


A volte mi domando quale sia davvero il cambiamento che porterebbe pace ai miei pensieri, e non so darmi risposta.


Non riguarda solo il lavoro, non i rapporti umani.


Riguarda me.


Di cosa diamine ho bisogno per darmi pace, per assestarmi?











1 commento:

Eva C. ha detto...

Bella domanda..forse il problema è che non esiste risposta,o ne esistono mille e mille diverse in continuo cambiamento.Credo.