mercoledì 25 novembre 2015

COME FANNO A PIACERTI TUTTI?



Sará che difficilmente incontro qualcuno con cui c'é chimica, affinitá e per cui valga la pena di mettersi in gioco, ma sul serio non capisco certe persone cui piacciono tutti indistintamente.


Ad esempio, una che conosco ha questa propensione (o propulsione, considerati i modi spudorati nei quali l'estrinseca) verso la quasi totalità degli uomini che conosce.


Tutti i miei amici, per dirne una.
Che se sono solo amici, una ragione o piú d'una ed estremamente valida c'é ed é consistente.
Che certe volte penso "pure questo, eccheccazz!" con sdegno.


E no, non credo sia ninfomania, ma ci va vicino.


Le piacciono tipi che io nemmeno considero, e con i quali potrei ipotizzare solo la remota possibilità di essere obbligata a prolificarci se finisse il mondo e fossimo gli unici - ma proprio gli ultimi degli unici - sopravvissuti, per la continuazione della specie.
Non senza rammarico.


Certi complimenti che a me lasciano impassibile, con lei fanno presa.
Io minimizzo, lei esalta.
E approfondisce.
Serve specificare che questi approfondimenti, dopo un po', finiscono tutti nello stesso modo?
Male o malissimo?
Con imbarazzi vari quando ci si incontra tutti insieme, e quel chiacchiericcio che in provincia non riesce proprio ad essere messo a tacere, e con il quale ci si informa sugli intrallazzi altrui.


Per qualcuna l'essenziale é trovare un uomo che abbia una posizione economica tale da potersi togliere parecchi vizi e sfizi.
C'è un'altra che conosco che, guarda caso, frequenta solo ragazzi benestanti.
Che strano...
E strano che chi la frequenta non abbia il minimo dubbio sul fatto di avere un fascinoso portafogli pieno, pronto a soddisfare la fame altrui, e ben pochi ulteriori argomenti.


Per altre é importantissima la forma fisica, quanto ci si cura, quanto si vesta alla moda.


Per me è un po' piú complicato.
Continuo a non volere un poveraccio, ovvero uno di quelli che nella vita non ha mai combinato nulla, fosse anche ricco di famiglia.
I soldi e i patrimoni si disperdono, si esauriscono, vengono sottratti dal tempo e dalla disonestá altrui.
La capacità di lavorare non te la puó togliere nessuno, invece.
Ed é questo che in generale guardo e apprezzo.


Ho studiato molto, penso di essere poliedrica, versatile, non esattamente una stupida, e non trovo certamente accattivante intavolare monologhi con uomini che mi ascoltano senza interagire alla pari.
Li trovo noiosi.
Anche i pigri sono noiosi.
E gli ipocondriaci.
E quelli che parlano troppo o troppo poco.
Gli inopportuni.
I violenti intrattabili e viziati.
Gentaccia, da non accostarcisi nemmeno per sbaglio.


E vogliamo parlare della forma fisica?
L'addominale scolpito continua a non togliermi il fiato.
La forza mi impressiona, quella si.
E quella prescinde da quanta palestra si faccia, un giorno si, un giorno no, ma anche un'ora al giorno, o due, tra pesi e corsi pompa-muscoli.


Rileggendo, mi rendo conto che i miei criteri di scelta continuano ad affinarsi nel tempo.
E che proprio oggi pensavo di nuovo di prendere un gatto.
Decisamente piú equilibrato e soddisfacente dell'uomo che non ho accanto, ma che potrei avere se mi piegassi a raccogliere qualcuno qualsiasi tra quel che passa.


A me non piacciono tutti, non ci posso far nulla.
Mi piace qualcuno, ogni tanto, finché non si svela e mi annoia profondamente.
Finché non scopro che é impegnato o fa il bandito.
O che campa sulle spalle di mamma e papá.
O che ha mille intrallazzi.
E altre belle storie.


Si, l'idea del gatto mi sembra particolarmente valida.
L'altro giorno ne ho visto uno a pelo lungo, ai bordi della strada, che si infilava nella vegetazione con fare deciso e fiero.
Ho pensato di fermare la macchina, seguirlo, sottrarlo alla natura spietata e portarmelo a casa per assicurargli una vita di agi e amore incondizionato.
Poi mi sono sentita mortificata per avere pensato di interferire così nella sua vita selvatica, di condizionare la sua esistenza giá adulta, e ho tirato dritto fino a casa.


Non credo di essere ancora in condizioni di provvedere a qualcuno che non sia io stessa, al momento.
E questi pensieri sulla vita libera forse sono trasposizioni e non hanno affatto a che vedere con i gatti, ma con me stessa.


E sarà anche questo il problema.


Il fatto di essere sempre piú insofferente ai vincoli, imposti ad altri.
O a me stessa.
Da me o da altri.









6 commenti:

sara-sky ha detto...

aver trovato un equilibrio, anche se senza un compagno è un problema?
me lo chiedo anche io.

Bill Lee ha detto...

ci sono persone che proprio non riescono a stare da sole. Appena sono sole, semplicemente, stanno male.

Tendono ad essere così le persone con pochi interessi.
Non sanno come riempiersi la vita e hanno bisogno di qualcuno che gli faccia compagnia.

Io almeno ho deciso così.

.come.fossi.acqua. ha detto...



Sara, proprio l'altra sera due uomini single di quaranta anni circa, seduti al mio tavolo, parlando di una donna molto carina, hanno detto, l'uno all'altro, "se è single a 32 anni un problema ce l'ha!" e "sicuramente".
Mi sono permessa di intervenire nel piccolo dialogo (per dimensioni e tema), dicendo "io ne ho 35 e sono single, ho un problema anche io?".

le risposte sono state pressappochiste e imbarazzate.

evidentemente ho un problema anche io, per loro, ma magari per tutti, e quindi per questa ragione sono singola.

adesso, in ragione di questa rivelazione, piangerò un po' sulla mia autostima irrimediabilmente compromessa da alti ragionamenti, mi sentirò così vuota e imperfetta da piegarmi ad uscire anche con qualcuno dei millemila buzzurri ignoranti, fancazzisti e pieni di sè che mi tallonano, perchè di meglio non posso augurarmi di trovare.

ah no, questa non sono io.

io sono quella che se ne sbatte le palle di queste stronzate.

:))))



.come.fossi.acqua. ha detto...



bill, io parto dal presupposto che siamo tutti soli con noi stessi, anche se siamo in coppia.

e la coppia per me ha un senso quando mi innamoro di un uomo e voglio condividerci tutto il mio tempo utile e anche quello inutile.

il che capita con un uomo per volta, e di rado, da un po'.

sara-sky ha detto...

ti dirò...un'amica poco tempo fa sosteneva che gli uomini non pensano che le donne single siano strane. Le ho detto che alcuni lo pensano, esattamente come lo pensiamo noi di loro qualche volta...
A me un uomo single non spaventa, mi spaventa un uomo di 46 anni che ha avuto una sola fidanzata a 23 anni per qualche mese (true story).
E sì, saremo strane noi. Ma io non conosco molte persone "normali". Basta "solo" trovare qualcuno a cui piaccia la nostra follia, e che stia bene con noi :)

.come.fossi.acqua. ha detto...



Io lo penso che diversi uomini che conosco e sono single hanno qualcosa che non va.
Si tratta di spilorci, egoisti, mammoni, fancazzisti, squallidoni, malati di mente.

E quindi, sarei curiosa di capire a quale categoria di sranezza appartengo io.
Perchè l'unica che mi viene in mente è la categoria di quelle che non si accontentano.