sabato 12 agosto 2017

SBARACCOPOLI



Se apro con partita iva un'attività parallela per tutto quello che faccio nel tempo libero nel settore della ristrutturazione e del fai da te, la chiamo così.

Manco da casa dei miei da giorni, ed oggi sono passata per pranzarci insieme.

Mia madre mi ha concesso quasi mezzo salmone, già sfilettato e pulito, quando di solito lo nasconde quando mi vede nei paraggi, o mi impone dosi minime perché magari l'ha preso per farlo marinato, oppure mi affligge con tutto quello che la tv dice su chi lo mangia crudo, con pipponi infiniti sull'abbattimento e i suoi tempi.

Mezzo salmone, di lunghezza equivalente alla distanza che corre tra la punta delle dita della mano al gomito.

Non ha fatto una piega quando ne ho preso un altro po'.

"Sai, dovresti sgomberare la tua stanza, giù. Dobbiamo fittarla", mi dice con molta nonchalance mio padre, mentre mi siedo sul divano.

"Cheeeeee?"

La pretesa è che, dopo che ho svuotato questa stanza, sistemata la parte elettrica e in muratura, e recuperati i mobili (era inagibile da anni), adesso mi trasferisca nella stanza di fianco e faccia la stessa cosa.

Naturalmente la pretesa è che occupi le ferie a fare questo.

Il ferragosto.

Quando sto ancora finendo i lavori a casa.

Io non lo so voialtri che genitori avete, ma i miei mi sollecitano peggio dei diavoli dell'inferno, con le forche in mano, le anime dannate.


3 commenti:

Bill Lee ha detto...


i miei, al contrario, mi viziano.
Penso che se mi mettessi a pisciare sul pavimento della cucina, mia madre, dopo avermi gridato oscenità, si metterebbe a pulire.
Sai com'è, sono figlio unico. La luce delle loro vite.

Bill Lee ha detto...


Ovviamente io sono una persona splendida e rifiuto questa situazione cercando di autogestirmi e non farmi viziare.
Ma dammi pure uno schiaffo virtuale, se ti va.

.come.fossi.acqua. ha detto...



Io sono invece venuta su con frasi "se fai casini/ti fai male/ti ammali, prendi anche il resto".

Neanche il diritto di farmi male e ammalarmi avevo, da bambina.