martedì 5 settembre 2017

FAGOTTI EMOTIVI



Un piccolo fagotto peloso si distende, il corpicino minuscolo e lungo, sulle lenzuola stropicciate del letto.

La sua presenza riempie la stanza di energia e tenerezza.

Il vuoto è ancora lì, pieno di mancanze e ricordi e di quella sensazione appiccicaticcia di rammarico, che con il tempo ha però dissolto vagamente i suoi contorni.

Certe emozioni sono sbiadite, come l'inchiosto su un foglio di carta abbandonato alle intemperie.
E' sempre tutto lì, vergato a mano, ma meno presente, a se stesso e a me.

Si può scrivere ancora, su una pagina ormai sbiadita, quando l'inchiostro vecchio, scolorito dal tempo, è quasi scomparso?

La sensazione, per certi versi, sembra essere questa, e prescinde dalla propensione a proiettarsi verso il futuro, la trascende, come ogni nuova emozione, positiva e negativa, che mi tiene nella sua morsa stretta.

Ci sono fagotti emotivi che sembrano essersi alleggeriti.

E altri che mi sono presa in carico, mio malgrado, con lo stesso sentimento.

2 commenti:

Bill Lee ha detto...


puoi scriver quello che vuoi però lo puoi leggere solo tu

.come.fossi.acqua. ha detto...


si.
è criptato.

però, come in un gioco, posso fornire una parola chiave per decodificare il testo.

ed è "gatto" ;-)