venerdì 2 febbraio 2018

GENTE CHE SE NE SCAPPA


Vado in un ufficio dal quale manco da un po'.

Il dipendente con il quale ho litigato furiosamente così tante volte che alla fine mi ha preso in simpatia (non lo so perché, ma é andata davvero così), mi ha chiesto come stavo: preoccupato di non vedermi da tanto, aveva pensato mi fossi trasferita.

Gli ho detto che sono stata distratta da impegni di ogni sorta, ma che sto valutando diverse cosette e lavorando per decidere con serenità se restare o andarmene.

Lui, invece, ha pianificato la fuga all'estero tra un paio d'anni, quando andrà in pensione.

Con la moglie, che é straniera, rientrano nel paese di lei.

Io se immagino la mia vecchiaia - sarò scontata - me la immagino in un posto caldo dove si vive con poco, c'è il mare e si mangia divinamente.

Nel sud della Spagna, ad esempio.

O in Grecia.

O un posto dove non sono ancora stata.

Dove si fa del buon vino e si lavora la terra con le mani e la gioia negli occhi.

Dove crescono frutti spontanei.

E si pesca su un gheriglio di noce che galleggia sull'acqua trasparente del mare.


Devo davvero aspettare la pensione per godermi la vita?






2 commenti:

Bill Lee ha detto...

La pensione non esisterà più

.come.fossi.acqua. ha detto...


Questo slancio utopico ci anima tutti, ciononostante.

La pensione, novella Shangri-La...

:)))