domenica 6 giugno 2021

SENZA SPONSOR

 

Io non sono una sportiva che ha intrapreso una grande azione e deve quindi procurarsi uno sponsor per darle risalto e rientrarci con le spese.

Prima di non poter muovermi in questo senso, mi rifiuto di considerare una strada simile.

Io sono arrivata fin qui, in questo segmento di vita, lavorando e studiando.

Come una dannata.

Puntando all'eccellenza.


Sorprende, questa cosa, chi é giunto dove sta in altro modo (e appartiene a un numero consistente in modo tangibile e sfacciato).

Come se non fosse possibile, pensabile, immaginabile.

Come se non lo volessi dire, e tenerlo segreto.

Come se la mia persona, il mio modo di pormi e di esprimermi, non illustrassero già da sé un percorso di vita alternativo rispetto ad altri.


Ebbene, semplicemente per accedere alla "comunicazione" su ciò che mi preme (non serve precisare l'ambito, di pronta deduzione), sono stata invitata a trovare un intermediario.

Io non ce l'ho un intermediario.

E chi legalmente potrebbe o dovrebbe farsi, per ruolo, da intermediario, richiede a sua volta uno sponsor.

Vergogna.


Come uscirne?

Studio, come sempre.

Studio in che modo accedere alla comunicazione, e come condurla.

Finora ho steso per iscritto un brainstorming di linee difensive da spendere, come fossi l'avvocato di me stessa.

Un coacervo di spunti legali che vanno sottoposti, tra le righe, all'attenzione di chi non si sa nemmeno se ascolterà. 


Io non sono nessuno, peso come l'aria.

Non hanno considerato, però, che la brezza di mare ha una consistenza diversa.

E nella sua massima espressione, sfonda le porte, solleva le onde, abbatte il cemento costruito sul mare.

Se la fortuna aiuta gli audaci, lo studio aiuta i tenaci.

Ed io debbo confidare in entrambi per giocare questa carta, nel mazzo di carte che gioco e che le contiene tutte.











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