martedì 21 maggio 2024

RISOLVERSI

 

... Chiarire per spostare la lancetta del tempo un attimo più in là.

Per giocarsela.

Perché si sta bene, ma si potrebbe star meglio.


Siamo alquanto consapevoli di non poterci garantire vicendevolmente nulla, eppure teniamo viva, mentalmente, questa tensione ideale verso l'eternità.

Verso un futuro a medio-lungo termine, che non si sa nemmeno se accadrà, trascurando il presente.

Dimenticando che queste giornate lunghe possono sciogliersi in serate al mare, invece di affogare nello smog della città.


sabato 4 maggio 2024

MI SCRIVE CHE...

 

... Siccome c'è un bel trekking, organizzato da un suo amico, vorrebbe darmi delle informazioni, se mi interessa partecipare.

Declino con gentilezza.

Avevo già declinato con educazione le attenzioni ricevute lo scorso anno.

E nel frattempo avevo saputo da un'amica in comune che aveva avviato una relazione e si era dato pace.

Non mi piace granché che si prenda la libertà di scrivermi, come avessimo un rapporto, un'amicizia, un contatto da preservare.



Sono appena rientrata da un aperitivo fresco al mare, e non mi aspettavo di trovare questi messaggi.

Non da lui.

Da nessuno, in verità.

Sono sprofondata in ricordi d'infanzia, quasi ancestrali.

Di quando seduta a terra, davanti alla libreria, prendevo tra le mani piccole i tomi dell'enciclopedia a colori che mi avevano regalato i miei genitori.

Mi ricordo la fatica, per tirar fuori quei libri, mi ricordo il peso sulle gambe.

La fame e la sete di conoscere, sapere, studiare, capire, e dare forma verbale e scritta a tutto ciò che avevo nella mente.

Ho fame e sete di altre conoscenze, da un po' di tempo. 

Mi é prodromico lo studio di un certo nozionismo di settore, per passare a un livello diverso, ma é certo che non sia ciò che più cattura la mia attenzione.

Studierei altro.

Scriverei d'altro.

Suonerei, anche, d'altro.

Qualcosa resiste con tenacia e galleggia sul fondo.

Non sono solo questa.

Non é tutto qui.

C'è altro che ancora non é emerso, e chissà se mai arriverà ad emergere.




sabato 27 aprile 2024

QUATTRO NUOVI APPUNTAMENTI

 

Quattro distinte linee di destino che vanno profilandosi all'orizzonte.

Da qui a qualche anno, una di queste potrebbe andare in porto.

Dovrebbe.

O forse no.

O forse dopo.

Chi lo sa.


Non riesco più a buttar giù certe vigliaccate, certi modi, certi gesti.

Certi egoismi, ecco.

Allontanarsi rende comunque raggiungibili.

Sparire del tutto sarebbe meno complicato.

Ho mille ragioni che all'occorrenza possono tramutarsi in scuse valide per tagliare i rapporti.


Oggi c'è un sole caldo e avvolgente.

Ho aperto i balconi, e vedo i colori esterni, da lontano, mentre son seduta a studiare.

É tutto a un soffio da qui.

Più tardi esco, mi dico.

Scendo al mare.

Forse vedo gente.

Forse no.

Forse mai più.

Forse sono troppo categorica; ma poi mi ricordo che il problema é proprio che non lo sono più.



venerdì 26 aprile 2024

MICROCIRCOLAZIONE

 

Le temperature di questi giorni e i toni di certe conversazioni mi ricordano cbe sono un animale a sangue caldo.

Ogni tanto mi raffreddo, ma é solo una questione di microcircolazione superficiale.

Ci sono ancora molte cose da fare e altre da avviare, e la stanchezza di oggi non aiuta granché.

Nemmeno questi scambi, cui continuo a sottopormi, invece di defilarmi elegantemente.

Sono nata femminile singolare, e questa resto, ancora oggi.

Ferma nella mia individualità.

Non voglio soffocare in dialettiche asfittiche e relazioni stringenti.

Non riesco a confinarmi in angoli ottusi, avendo sempre abitato spazi aperti.

Soprattutto mentalmente.


martedì 23 aprile 2024

INTOLLERANZE EMOZIONALI

 

Otto lunghissime ore di coesistenza nello stesso ambiente con certe scimmie urlatrici, e il mio sistema nervoso comincia a mostrare segni di cedimento.

Incatenata alla scrivania a far cose serie, gli schiamazzi mi hanno distolta cento miliardi di volte, prosciugandomi di ogni energia.

É così fuori contesto, chi non sa dosare la voce.

Chi pensa di dover affermare la propria insulsa presenza gridando per farsi sentire da tutti, come dentro un altoparlante per manifestare in piazza e nelle strade.

Ecco, non siamo per strada e non é una piazza.

Mentalmente affiorano parole che non me la sento di scrivere.


La salubrità dell'ambiente richiede intervalli necessari di silenzio.

E spazi.

Anch'essi pieni di silenzio.


sabato 20 aprile 2024

FINO A GIUGNO

 

Una corsa contro il tempo, vestita bene, ma con le scarpette da ginnastica ai piedi per correre meglio.

Di quelle che poi, in ufficio, si trasformano in tacchi, all'occorrenza.


E poi, forse, a giugno, un tuffo nel blu.

Un forse che si cancella agevolmente tra le righe di questi giorni, in cui paiono stemperarsi alcune tensioni.

Immagino una passeggiata serale al porto, dopo il mare, con gli abiti freschi sulla pelle dorata.

Gli agrumi della mia terra che sto introducendo nella cucina di molti giorni, e la preparazione della tavola estiva.

Il sapore delle chiacchiere a lume di candela, mentre la brezza ci accarezza i pensieri.


"Mi dileguo", dico.

"Eddai, su, smettila..." mi risponde.

Dice che non sono credibile.

E il suo essere così basico, talvolta, mi disinnesca.

A volte mi accendo e mi arrabbio.

E mi disinnesca comunque.


Sono la ferrea costante di un caos imperturbabile che mi rotea attorno.

E in cui danzo anche io, seguendo il mio disegno, mentre creo qualche scintilla.


Oggi, che é sabato, non ho fatto altro che dare una rinfrescata a casa, fare un bucato a mano, e rotolarmi nei sensi di colpa per non aver letto una pagina.

Mi sento una furfante con me stessa, in modalità autosabotante, ma così stanca che per oggi mi perdono.

Ho preparato per cena un tagliere di tapas... Mi ricordano sempre il mercato di Madrid, e quel cappotto blu, e quel cappellino che indossavo.

La vita era così tanto difficile anche allora, ma più semplice. 

Sorridevo, con gli zigomi alti e lo sguardo lucente.

Avevo davanti, ancora, l'eternità che si ha davanti quando si é giovanissimi.

Eppure, ancora adesso, guardo al futuro con lungimiranza.

Un pochino di speranza.

Che tutto possa sempre ancora accadere, in modo bello, e migliore.

Anche quando attraverso passaggi meno luminosi per arrivarci.



venerdì 12 aprile 2024

POLLO E PEPERONI

 

La dimensione casalinga di una cena in famiglia.

L'olio nuovo, di pochi mesi fa, che sembra appena fatto, sui peperoni arrostiti e sfilacciati da mia madre nel contenitore di acciaio.

Il pane con la crosta croccante e la mollica soda del forno locale.

Casa.

Con le sue dinamiche irrimediabilmente disfunzionali.

Con i miei affetti che non sono eterni.

Che litighiamo furiosamente, ma ci vogliamo bene.

E darei un braccio per loro.

O un rene.

Mentre il mio sangue ce l'hanno già.


Chiedo a mio padre di farmi un resoconto, la sera, delle notizie salienti del telegiornale.

Di prendere questo impegno necessario nei miei confronti, che sto via tutto il giorno, e non guardo la tv.

Dobbiamo allenare la memoria, mentre teniamo d'occhio politica, geopolitica, economia.

Va allenata la persistenza della memoria contro il suo inesorabile e inaccettabile declino.

Casa é questo.

Un groviglio di preoccupazioni e disfunzioni, di amore profondo e inesauribile.

Di impegno e galera.

Di respiro e libertà.