domenica 2 aprile 2017

EMERSI DAL BUIO


Quando guardo all'infanzia e all'adolescenza, il velo che ricopre certi ricordi è nero come il fumo delle ciminiere delle fabbriche.
Guardo a me stessa come una bambina che cerca di emergere dal buio, che fa di tutto per spuntarla sulle tenebre, che si trascina ombre lunghe sotto le suole consumate delle scarpe.


La vena che ravviso nelle prime foto che ho pubblicato su Instagram rasenta il gotico.
Colpa della città nella quale mi trovavo, in quel momento, in uno dei miei giri fuori dalla porta di casa.
Una città magnetica e oscura.
Piena di contrasti lucenti tra l'antica tenebra e la luce odierna.

La mia vena nera non si nota nemmeno quando zampilla sangue.

Siamo figli del buio, io e te.
Allo stesso identico modo.
Tu con la tua debolezza, io con la mia forza.
Entrambi con le stesse paure.

Smetterò mai di oppormi a ciò cui mi sono sempre opposta?

Ad oggi, mi sembra solo di disporre di altri strumenti per portare alla luce tutti i miei contrasti, senza risolverli.


4 commenti:

Roberta Gandolfo ha detto...

Mi piacciono molte frasi di questo post, mi ricorda quel genere di poesia che piace a me. Buon inizio settimana!

Apprendista Nocchiero ha detto...

A volte i ricordi del passato sono chiari e nitidi, come se fossero eventi di ieri.
Altre hanno colori sfumati e contorni imprecisi, come se tutta la mia vita fosse stata solo frutto della mia immaginazione e solo il presente fosse davvero erale.

Vorrei dire di vivere nel buio ma la verità è che sono soo io a nascondermi sotto una tenda per lasciare il mondo fuori dalla mia vita.

.come.fossi.acqua. ha detto...



Roberta, grazie! ;-*

.come.fossi.acqua. ha detto...


Apprendista, riconoscere di "nascondersi" a volte è il primo passo verso il cambiamento.
Oppure no.