lunedì 11 giugno 2018

LA FOLLA DELLE OMBRE


Si affollano le ombre, e sono tante.
Ogni resistenza viene smorzata dalla forza di queste ombre scure, che si trascinano da anni, e cui vengono dati in pasto rabbia e risentimento, in un vortice di colpe e responsabilità surreali addossate costantemente agli altri.
Nulla che esista davvero, ma che nutrito quotidianamente in tal modo prende forma e sostanza.
Ed è una sostanza nera.
E fa spavento.
E fa prendere le distanze.

Ogni parola è vana.
Perchè su ogni parola parlata ce n'è una urlata che vuole sopraffarla.
In un estenuante e inutile guerra dalla quale l'unico sentimento forte che emerge è quello che induce ad allontanarsi.

Affaticarsi con i sussurri a contrastare la violenza delle parole urlate è un gioco perso, che non si può giocare.


domenica 10 giugno 2018

ACQUA SMERALDO E OCCHI CRISTALLINI


Il mare, la mia famiglia, gli occhi grandi e cristallini nei quali mi immergo, l'aria di casa, l'estate, la brezza marina, il cielo azzurro, il profilo dei monti, l'arco naturale della terra che si adagia lungo la costa.

Questo significa rientrare qui.

Appagare l'animo e gli occhi, dopo un necessario allontanarsi e vagare.

Un luogo, una radice, un coacervo di odori e colori che stabiliscono un legame essenziale.

Una staticità che non è stagnazione, ma un fluire lento e circolare.

Il divenire, cui ogni nuovo giorno offre nuovo impulso.




martedì 5 giugno 2018

UN GIORNO LIBERO


Nel giorno di libertà vorrei incastrare un salto al negozio dell'usato, al fai da te, alle poste, al mare.

Ho fatto il pieno di morbidissime coccole, che mi mancheranno, di nuovo, fino al prossimo rientro a casa.

Gli stimoli sono tali e tanti, questi giorni frenetici in cui apprendo cose nuove ed appassionanti...

Devo comprare i libri per ricominciare a studiare.
Per evolvere, immediatamente.

E poi, é giugno.

A settembre partono nuovi anni accademici e nuovi master.

E mai come adesso posso permettermi di studiare quello che più mi piace.
Senza costrizioni o pesantezze.






venerdì 1 giugno 2018

STACANOVISTI


Lo sono?
Ai blocchi di partenza lo scatto é rapido, quasi uno strappo.
L'apnea nella quale mi sono esercitata una vita la uso per conservare il fiato e distanziarmi quanto più possibile da chi corre, a passo diverso, alle mie spalle.

Mi espongo, con una certa vivacità e franchezza.

Continuo a correre.

Continuo a prepararmi, per farmi trovare pronta, nel caso, al momento giusto.

Ho poco tempo per stabilire i nuovi obiettivi, che sono un po' più alti.
E nonostante ció mi paiono più alla portata.
Devo studiare tanto.
Tanto di più.
Sto predisponendo la bibliografia delle letture e del nuovo studio.

E correre.
Aumentare lo scarto tra me e gli altri.

E quindi si.
La risposta, oggi, é si.

Sono diventata ufficialmente una stacanovista.



mercoledì 16 maggio 2018

L'ULTIMO ATTO ALL'ULTIMO RESPIRO



Come sempre, a cavallo dell'ansia galoppante, compio l'ultimo atto.

Che non è per davvero l'ultimo, ma ufficiosamente lo è.

Notturno, pure, perchè la professione dolorosa che ho esercitato sino ad oggi non conosce tregua, non ha orari, non ha malattie, gravidanze, turbamenti, ma solo guerre.

Le parole circoscrivono polveriere pronte ad esplodere, ma da oggi mai più.

Da domani ancora meno.

Una volta è per sempre, dicono, e questa frase mi suona nella testa come una vecchia canzone.

Questa professione che ho tanto amato mi connoterà, suo malgrado, per il resto di questa vita mutevole ed imprevedibile.

Ed anche in quest'ultimo gesto che compio, nelle ultime righe che traccio, non ci sono perplessità nè turbamenti.

E' solo una vecchia abitudine, questo scrivere rapido e tagliente, che tento invano di ricacciare nelle tenebre.

Un'abitudine che stento ad abbandonare, e che non mi abbandona.

Perchè mi appartiene, e mi smuove le viscere, e mi scuote da dentro, e mi fa sentire così viva, anche se sono così stanca da svenire.

Non ho tempo di respirare, eppure, tra una parola e l'altra, mi ritrovo qui a scrivere.

Il tempo di questa vita mi concederà ancora di poter scrivere come vorrei?

E di poter evolvere in altro ancora?


lunedì 14 maggio 2018

FUTURO ANTERIORE


Se il tempo é una spirale di eventi che si attorcigliano su se stessi, io sono la biglia di vetro che percorre le sue curve, riflettendo le atmosfere circostanti.

Se lo spazio é una sensazione di distanze, scorcerò la lunghezza di ogni strada percorrendola.

Se il passato lentamente svanisce, ed il futuro dipinge di colori i giorni a venire, é il presente ad accogliere il sunto di ciò che ero e che sono diventata.

E nel presente viaggerò speranzosa, nell'attesa di riunirmi.


lunedì 7 maggio 2018

CANCELLARSI



Ho formalizzato, il più tardi possibile, la chiusura di un percorso lavorativo ultradecennale.
E mi dispiace.
Sento il cuore che si stringe, e un groppo in gola che fa male.

Comincio a mettere via un corredo di oggetti ormai inutili, per una professione che non svolgerò più, ma che mi segnerà per sempre.

Ho predisposto un passaggio di consegne, che ho tardato sino ad oggi a concretizzare veramente.

E' solo lavoro, è vero.
Non è stato soltanto un lavoro, però.
E' davvero un pezzo incredibile di vita.
Della mia.


Domani è l'ultimo giorno di questo stramaledettissimo lavoro, amato e odiato, sacrificato e senza uno straccio di tutele.

Tutele che mi sono impegnata a trovare altrove, abbracciando una prospettiva di vita più stabile.

Mai, davvero, avrei immaginato di cancellarmi.

Eppure lo sto facendo.

E' notte, ma mi sembra già mattina.

E domattina la forma prevarrà su ogni sostanza.