mercoledì 16 agosto 2017

E MI ACCOMPAGNI A PRENDERE IL TRENO



Passato ferragosto in mezzo a fenicotteri rosa e scintillanti serate, nei soliti locali, con la solita musica e le solite foto piazzate sui social, qualcuno, senza nemmeno preoccuparsi di affrontare dignitosamente la bugia svelata, mi ha contattato, poco fa, per dirmi che posso passare domani per la visita.

"E mi accompagni a prendere il treno quando finiamo, dal paese X, perché sono senza macchina e devo partire", aggiunge.

La richiesta, senza punto interrogativo, equivale ad una pretesa.



Ho risposto con estremo garbo e distacco che ieri siamo andati in clinica e abbiamo risolto.
Suppongo che adesso sarà un disagio trovare qualcuno per un passaggio sino in stazione, se io ero la sua ultima risorsa.

martedì 15 agosto 2017

GENTE CHE ABITA QUESTA TERRA CHE IO STESSA ABITO



Urgenza veterinaria, fisso un appuntamento con un'amica per ieri mattina.
L'urgenza, come la stessa parola significa, non ammette di essere rinviata nel tempo.
La chiamo un'ora prima dell'appuntamento, per chiederle se possiamo posticipare al pomeriggio, perché ho avuto un imprevisto.
Mi dice che non è possibile, perché deve partire.
Le dico che allora non importa, che faccio i salti mortali per arrivare all'appuntamento come fissato.
Mi dice che in effetti è un po' complicato anche la mattina, che ha molto da fare.
Che potevamo vederci tranquillamente lunedì prossimo.
Le ho chiesto se fosse sicura.

Certo, mi ha risposto, disdicendo all'ultimo momento l'impegno preso.



Vedo la sera su fb che, lungi dal partire, è stata qui al mare tutto il giorno, tra fenicotteri rosa gonfiabili, formato ciambella da mare, e la sera in un noto locale con altri amici.
La vita di ciascuno è sacrosanta, così come le ferie, e non occorre inventarsi bugie, per preservarle.
Basta essere onesti, dire "è la vigilia di ferragosto, non ho voglia di lavorare", e passare l'urgenza ad un collega fidato, invece di rinviare per non perdere la possibilità della prestazione.

Nel pesare tra il lucro che sarebbe derivato dalla visita posticipata per non perdere il ferragosto e non passare la palla ad un collega, e la possibilità che la salute dell'animale fosse irrimediabilmente compromessa dall'aggravarsi del suo stato, lei ha preferito la prima opzione.

Trovo la scelta terrificante, e superficiali i consigli e le rassicurazioni che ha inteso darmi telefonicamente, per incentivarmi a portarglielo la settimana prossima.

Stamattina, preoccupata per le sue condizioni, ho deciso di non aspettare oltre e di portarlo in una clinica veterinaria aperta anche nei giorni festivi, e di cui ho sentito parlare molto bene.

Ho pagato esattamente il doppio di quanto avrei pagato ieri, perché oggi è Ferragosto, ma considerato che abbiamo preso appena in tempo tra le mani la questione, prima che il problema pregiudicasse irrimediabilmente e a vita la sua salute - già compromessa - non me ne lamento.

Sono molto arrabbiata con questa donna superficiale e corrotta dall'avidità, e per come ha messo a repentaglio la vita di una creatura indifesa.

Sono arrabbiata con me stessa, perché ieri le ho creduto, e ho aspettato sino ad oggi, e ho perso un giorno, mentre potevo anticipargli le cure di cui ha bisogno.




domenica 13 agosto 2017

DISCIPLINARSI



Qualcuno e qualcosa stanno disperatamente​ cercando di disciplinarmi.
Sono insofferente a qualunque tipo di gerarchia, reagisco ad ogni tipo di atto di forza, non mi piego se non rarissimamente o addirittura mai.

In questo esatto momento sono soggetta a un esercizio di disciplina specifico.
Vorrei ma non posso fare una cosa.
Il non farla, implica rispetto e misura.
E mi atterrò a questa nuova disciplina, perché mi sembra necessaria.


Mentre pigio le dita sul cellulare per scrivere, sento il dolore provocato dalle martellate sbagliate (almeno tre) che mi sono data, poco fa, per fissare un rivestimento alla parete.

Domattina devo alzarmi presto per completare tutto, e sono immancabilmente stanca.

Non ho nemmeno cenato.

Se qualcuno non ha divorato tutte le ciambelline, vado a intingerne qualcuna nella marmellata.

Mi sono appena ricordata che dovevo fare la crostata, ma è tardi, e oggi ho usato due uova delle tre rimaste, per fare la sorta di torta rustica che faccio con la pasta sfoglia, e dovrei ridurre la porzione.

Uscirebbe una crostatina, da mangiare tra oltre un'ora.

O quanto meno da alzarsi dal letto e spegnere il forno.

Ho fame.

C'è gente che urla e schiamazza, in strada, e cani che abbaiano; le macchine si muovono rapide sull'asfalto che trattiene, ancora adesso, il calore della giornata.

Ho fame sul serio, ma se vado in cucina, dopo la ciambellina, mi friggo una spinacina.

E poi un contorno non ce lo faccio vicino?

Mangerei volentieri uno spaghettino aglio, olio e peperoncino...


sabato 12 agosto 2017

SBARACCOPOLI



Se apro con partita iva un'attività parallela per tutto quello che faccio nel tempo libero nel settore della ristrutturazione e del fai da te, la chiamo così.

Manco da casa dei miei da giorni, ed oggi sono passata per pranzarci insieme.

Mia madre mi ha concesso quasi mezzo salmone, già sfilettato e pulito, quando di solito lo nasconde quando mi vede nei paraggi, o mi impone dosi minime perché magari l'ha preso per farlo marinato, oppure mi affligge con tutto quello che la tv dice su chi lo mangia crudo, con pipponi infiniti sull'abbattimento e i suoi tempi.

Mezzo salmone, di lunghezza equivalente alla distanza che corre tra la punta delle dita della mano al gomito.

Non ha fatto una piega quando ne ho preso un altro po'.

"Sai, dovresti sgomberare la tua stanza, giù. Dobbiamo fittarla", mi dice con molta nonchalance mio padre, mentre mi siedo sul divano.

"Cheeeeee?"

La pretesa è che, dopo che ho svuotato questa stanza, sistemata la parte elettrica e in muratura, e recuperati i mobili (era inagibile da anni), adesso mi trasferisca nella stanza di fianco e faccia la stessa cosa.

Naturalmente la pretesa è che occupi le ferie a fare questo.

Il ferragosto.

Quando sto ancora finendo i lavori a casa.

Io non lo so voialtri che genitori avete, ma i miei mi sollecitano peggio dei diavoli dell'inferno, con le forche in mano, le anime dannate.


giovedì 10 agosto 2017

IL PAESE IN CUI OGNUNO FA UN PO' COME CAZZO GLI PARE



In fila alla cassa del supermercato, mi chiama un'amica per ragioni di lavoro.
È urgente.
Metto la spesa sul rullo, che la trasporta sino alla trasognante commessa dalla marcata cadenza non proprio autoctona.
Attendo che mi passi le buste e che batta i prezzi, mentre una signora - una di quelle casalinghe trafelate che c'hanno i mariti zotici o i figli maschi debosciati cui devono preparare di corsa da mangiare - le consegna in mano la sua spesa, noncurante della mia sul nastro, scavalcandomi.
Osservo la scena con distacco, in silenzio, in ascolto della mia amica, finché non esordisco con "non mi meraviglia quello che mi dici. In fondo questo è un paese dove ognuno fa un po' che cazzo gli pare!".
La donna alza gli occhi, mentre la fisso con il telefono in mano.
La cassiera si sotterra.
"Oddio, mi scusi, forse le sono passata avanti! Non volevo! Non capivo cosa stesse facendo lì (al termine del rullo, dove si imbusta la spesa, in attesa che la cassiera passasse i pezzi), pensavo di esserci io!", con la coda (di paglia) tra le gambe.
Sorrido e "signora, cosa dovrei farci qui? Mi ha vista, come io ho visto lei".
Si è dileguata in un nano secondo.

Ecco, io non voglio diventare un mostro, una insensibile, una che non si fa scivolare nulla addosso, ma c'ho le palle piene delle donnine.
Le palle piene, non si fosse capito.
Ma proprio le palle che più che piene sono esplose, direi.

Il dramma di essere una donna con le palle è questo: che te le rompono.

Costa tanto chiedere, invece di fingere?
Costa tabto l'educazione?
La prepotenza gratuita va accettata senza fiatare?

COMMESSE PARTE TERZA: EBBENE SI, ANCORA LEI



Ha creato un profilo falso e gli ha scritto di nuovo, chiedendogli l'amicizia.

Dice che si sono addirittura "conosciuti" l'altro giorno al negozio, e che vuole vederlo.

Lui è molto interdetto.

Io non so se andarmi a rinfrescare un attimo al centro commerciale, con l'aria condizionata, e fare una rappresaglia al volo al negozio dove lavora 'sta baldraccona.


martedì 8 agosto 2017

COMMESSE, LA SOAP CONTINUA



La donnicciola, non contenta dello show misero che ha offerto ai nostri occhi nel negozio, ha contattato lui via fb, poco fa.
Poke e messaggio, nel quale gli diceva che era rimasta colpita e che la prossima volta sperava sarebbe andato al negozio da solo.

È stata bloccata.



Forse più che una segnalazione alla/al responsabile dello store, dovrei chiamare la derattizzazione.