mercoledì 18 ottobre 2017

GENTE IN CERCA DI GENTE



Ogni giorno, che si vada a fare la spesa, a prendere un caffè, o a fare sport al mare, registriamo l'assalto di donne di ogni età in cerca - disperatamente in cerca - di compagnia.
Cercano spudoratamente di approcciarlo, tentando di passare sul mio cadavere.

Se avessi voluto riportare di tutti gli episodi che sono capitati, avrei dovuto aprire un blog a tema, e forse nemmeno mi sarebbe bastato.

Tra i tanti, ce ne sono due che mi hanno però particolarmente divertita.

Stavamo facendo la spesa, l'altra settimana, al supermercato.
Ero al banco frigo, lui era rimasto al reparto frutta e verdura.
L'ho visto svoltare, a un certo punto, a passo svelto, l'aria turbata, tra i banchi frigo.
Mi ha vista e si è precipitato verso di me, con un sacchetto in mano.
Dietro di lui, una commessa che correva puntandolo.
Correva, giuro, per stargli dietro.
"È successo qualcosa?, gli ho chiesto notando la scena.
La commessa ha abbassato lo sguardo e si è defilata, letteralmente scappando via.

"Quella donna ha cominciato a squadrarmi e seguirmi, pensavo di avere pesato male le castagne", mi ha risposto.

Sono scoppiata a ridere, mentre lui, a disagio, si è innervosito, perché ogni volta che esce si sente braccato (lo è, lo seguono fino a casa, lo pedinano per strada, lo tempestano di messaggi sui social) da donne affette da disturbi mentali.
Non si placano nemmeno se mi bacia o mi abbraccia davanti a loro, anzi.
Il fenomeno è davvero allarmante.

Una delle ultime ha cercato di approcciarlo su fb.
Gli ha scritto che lo ha visto in giro, che lo trova molto carino, e gli ha dato appuntamento di notte in un posto isolato, da queste parti.
Lui le ha risposto che se l'ha visto in giro, sicuramente l'ha visto con me, che sono la sua compagna.
Lei, che è una donna matura (per età) e impegnata, ha insistito affinché la raggiungesse la notte stessa, precisando di essere in cerca di "un amico con cui scambiarsi effusioni".

Noi donne non siamo tutte ridotte ai minimi termini così.
E nemmeno tutti gli uomini, per fortuna.
È anche vero che a proporsi in modo sguaiato o a cercare di ingerire nella vita degli altri sono in molti e molte, senza regole, senza pudori, senza alcuna remora.

Come se tutto fosse lecito, mentre non lo è.

Quando molte volte, certi assalti sono sgradevoli e sgraditi.

E comunque, in confronto, gli uomini che cercano di approcciare me lo fanno con un garbo che a queste donne pare davvero mancare.

A me nessuno ha mai mandato foto ammiccanti in cui è mezzo nudo.
Nessuno mi ha mai inviato video.
Nessuno mi ha mai scritto spudoratamente cose sconce.
Il più coraggioso​ - l'ultimo ieri - mi ha semplicemente proposto di offrirmi un caffè.

La decenza è un'ottima qualità, per chi ancora ne è dotato e l'apprezza.
Così come la dignità.













venerdì 13 ottobre 2017

GOMITO A GOMITO



Siamo una squadra - ecco cosa siamo, in questo esatto momento - mentre ci supportiamo, collaboriamo, litighiamo, stabiliamo insieme di puntare ad un obiettivo comune.

I sentimenti, cemento armato di ogni sovrastruttura, ci tengono uniti contro ogni previsione erronea e crudele di altri.

Abbiamo comprato una cassettiera bianca e rivoluzionato la stanza da letto, ancora una volta.

I suoi e i miei vestiti attendono sistemazioni migliori che al momento non possiamo concederci per il poco tempo a disposizione.

Si lavora, si studia, si fanno la spesa e il bucato, si cucina e si lavano i piatti.

Le giornate procedono a ritmi serrati, mentre restiamo barricati nel piccolo eppure gigantesco mondo in cui stiamo unendo e raccogliendo le forze per puntare a qualcosa di più.

Nella speranza e con l'impegno di riuscirci.







mercoledì 11 ottobre 2017

QUANDO IL MOSTRO TI E' AMICO



Non ho potuto fare a meno di leggere del caso Weinstein, che circola online con particolare insistenza, oggi, in ogni dove.

Sembra il luogo comune che prende forma, la retorica più becera che trova conferma in una serie di episodi sconci venuti alla luce dopo decenni.

Eppure, al di là del cliché, della dietrologia, delle illazioni, e di tutte le speculazioni sulle denunzie tardive di belle attrici, un profilo su tutti merita maggiore attenzione: l'omertà manifesta del contorno di addetti al settore e sbrilluccicanti personaggi del mondo dello spettacolo e non solo.

Un'omertà che puzza di marcio nelle frasi di chi si dice esterrefatto, che non era al corrente - assolutamente - di queste azioni indegne perpetrate per anni da un uomo di potere, ai danni di donne che per fare carriera nel mondo dello spettacolo hanno sopportato e taciuto.

In quante sono fuggite, pure: questo va evidenziato per non fare di tutta un'erba un fascio.

E in quante fuggiamo a ricatti e avances, o l'abbiamo fatto nel corso di una vita, rinunciando anche a fare carriera o, semplicemente, accettando di farla in tempi meno brevi.


L'omertà, dicevo, che scandalizza di più, a me pare quella dei finti moralisti che molto ci hanno tenuto - vuoi in politica, quanto nel mondo dello spettacolo - ad ancorare il proprio operato e la propria carriera a dei principi che ad altri paiono manifestamente mancare (ad altri contro cui ci hanno tenuto parecchio a puntare il dito, ergendosi al primo posto sul podio della moralità).

Finchè non si scopre che il mostro è loro amico, e loro, inspiegabilmente, non sapevano nulla.

Finchè di fronte all'evidenza sbattuta sui giornali non hanno sentito l'esigenza di dissociarsi con dichiarazioni pubbliche.

Tutti, oggi, unanimamente e coralmente schierati contro l'orco, che sino al momento in cui è stato sbattuto in prima pagina, sino a quanto non è stato licenziato perdendo il proprio potere e la propria influenza, era compagno di cene, bevute e lavoro.

In questa vicenda, davvero, nessuno può salire sul podio a rivendicare una moralità che ad altri manca.

E fare i finti tonti in mondo visione, su vicende così tristi, non è che sia un bello spettacolo visto da qui.




martedì 10 ottobre 2017

IL TAGLIO, DI NUOVO



Ho atteso un po', dondolando nell'incertezza se farli tornare lunghi o scorciarli di nuovo.

Chè davvero sono cresciuti tantissimo nel giro di un attimo.

Poi ho visto lo spot con Natalie Portman, e sono rimasta incantata dal taglio iconico che sfoggia, con l'immancabile grazia che la connota.

E quindi, anche se la grazia non è la stessa, men che meno i tratti del viso, ho scelto di tagliarli così.

Ho mostrato il video al parruchiere (il nuovo parrucchiere, finalmente, cui mi ha indirizzato una cara amica molto stilosa), che ha traslato il movimento che volevo sui miei capelli.



E' un po' che mi sento sottotono.

Sto studiando molto, incastrando il lavoro ed il tempo per dei pasti regolari, e la sera crollo inesorabilmente nel letto.

Mi sento appesantita, nei giorni che passano.

L'ansia galoppa a briglia sciolta, e trascina il mio corpo legato nella polvere.

In certi momenti mollo la presa, ma poi la riprendo con tenacia.

Debbo farcela, in ogni caso, e tenere duro.

Perderò dei giorni utili per lo studio per il lavoro.

Lavoro che non posso delegare ad altri, e per il quale sono in apprensione, perchè può portarmi a dei risultati notevoli o a nessun risultato, e l'incognita immancabile legata a questi eventi che sfuggono al mio controllo è una delle ragioni per cui con tanta tenacia studio.

E' terminata davvero questa fase?

O è solo il luogo ad avere esaurito la sua funzione?

La fase da un punto di vista spazio-temporale che richiede solo di scegliere la declinazione nella quale far confluire le energie migliori?

Ci sono domande cui ieri rispondevo con fermezza e che oggi mi paio gigantesche e soggette a revisioni gigantesche.

I sentimenti sono il discrimine.

I sentimenti, che altro?



venerdì 29 settembre 2017

DUE DI TRE



Doveva essere solo una manciata di giorni e probabilmente sarà molto di più.

Di notte, nel letto, tra mille cuscini, la mia ansia è alleggerita dalle fusa di questa creaturina che indaga, con occhi interrogativi, l'origine di tanta tristezza.

E che, a suo modo, la accarezza, mentre si lascia carezzare.

Solo che la mia tristezza non è soffice come la sua pelliccia, e me ne rammarico, perchè è come se gliene facessi in parte peso, mentre vorrei tenerla solo per me.




giovedì 28 settembre 2017

STUDIO ANCORA E CHISSA' PER QUANTO ANCORA


Ho finito ora di cenare, perchè non mi ero accorta dell'ora tarda.
Ho ceduto, mi sono aperta una birretta piccola, che quasi sicuramente non finirò.
Non me la sto gustando, e mi serve lucidità per studiare, anche se la stanchezza mi travolge.
E sono appena le 21.58, non me lo posso concedere.

Ho comprato una rivista bellissima che non sono riuscita a sfogliare nemmeno per metà.
L'accostamento dei colori e delle forme stile bauhaus cattura orami irrimediabilmente la mia attenzione, così come un paio di cose estremamente frivole, ma decisamente accattivanti.

I libri che ho preso in estate sono ancora lì, in faccia allo specchio, sul mobile di nonna, che richiamano la mia curiosità come le sirene della mitologia, ma cui non posso cedere perchè mi risucchierebbero negli abissi di un altro mondo.

Dovevo scrivere, e scrivere tanto, per almeno tre ordini di ragioni, ma a parte questi pensieri di getto che riverso sul blog, non ho tempo per altro tipo di scrittura, più impegnativa.

Ho i brividi per la tensione.

Manco dal mare da un po'.

E dalla montagna, da un po'.

E mi mancano, il mare e la montagna.

Mi manca nuotare, e mi manca scarpinare, ed annusare il verde del bosco, e la salsedine, e farmi parte del processo di decomposizione e rinascita, della ciclicità della natura percorsa dalle stagioni.

Mi manca immergermi, mi mancano le altezze, i panorami.

Le birrette al tramonto con i piedi nella sabbia, e quelle infilate nelle vasche di raccolta dell'acqua in montagna a rinfrescarsi.

Mi spiace accantonare la vita, in questo momento.

E non so nemmeno se e quanto me ne vedrò bene.

L'entità dei sacrifici è sempre altissima rispetto al conseguimento effettivo dei risultati.

Sempre tardiva.






TENDENZE PRESUNTE E VOLPI



Un amico mi presentò un suo amico, tempo fa, che dichiarò un certo interesse, mai raccolto.
Con una certa timidezza cercò di propormi via fb di vedersi, ma tolta l'educazione con la quale risposi, lasciai ampiamente cadere la cosa.
Non mi interessava, e in ogni caso a parte attendere un mio cenno, non si è impegnato a fare altro.

L'amico in comune mi dice che l'ha sentito di recente e che gli ha espresso un dubbio amletico sul mio conto.
Secondo lui avrei tendenze omo, perchè su fb ho solo foto con amiche.
Quindi molte amiche è uguale a lesbica.
L'equivalenza con discrezione sulla vita privata e di relazione stretta non l'ha fatta.

Quando ha espresso queste perplessità sul mio conto, il mio amico ha riso.
Gli ha detto che gli risulta ben diversa la faccenda.
E che, fondamentalmente, così ragionano le volpi quando non arrivano all'uva.

Nel frattempo, la mia vita sentimentale prosegue, quella lavorativa pure, e lo studio matto e disperato anche.
L'un piano è connesso all'altro, e ne risente.
L'angoscia non mi molla, e la caffeina la acuisce.
Adesso, per esempio, anche se sono ad un soffio dalla tachicardia, e sono appena le 16.00, sto per alzarmi dalla benedetta scrivania e dalle sudate carte per andare in cucina dalla macchinetta del caffè.
E non dovrei.
Non dovrei, perchè sono sveglissima, e angosciata al punto giusto da poter rendere bene nello studio, ma una piccola pausa debbo concedermela prima di consentire al groppo che ho in gola di sciogliersi in lacrime.

Non è facile affrontare tutto questo.
Impegnarsi non è mai facile, soprattutto quando manca la serenità.
Lo stato d'animo risente di mille vicissitudini ed incertezze.
Ciò che resta ferma è la volontà di progredire, e di andare avanti insieme.
Di affrontare le difficoltà, insieme.
Che sia qui o altrove, poco importa.
Questa piccola parola, da sola, cambia il significato di tutto.
Dà una forza a tutto, che da sola non avrebbe.


Ieri sono dovuta uscire per andare al lavoro e quindi ne ho approfittato per allungarmi a fare un po' di spesa di sostentamento (pasta, pane, verdure, biscotti) e un giro nel negozio di prodotti per il corpo, che ha ancora dei saldi pazzeschi.
E' il negozio dove ho preso quella crema per il viso meravigliosa, di cui ho parlato in un post, tempo fa, che ad oggi è quasi finita.
Ho trovato dei sieri fantastici e, neanche a dirlo, li ho presi.
Ad ogni prodotto il "ma se ne prendi un altro hai il 50%" mi ha fatto entrare in un tunnel di dipendenza da malata di mente.
Sono uscita fuori dal negozio piena di profumi vari (uno di questi davvero buono, lo passerò a prendere alla prossima spesa di sostentamento che mi porterà fuori casa), e creme e sieri.
Suppongo che quando i prodotti torneranno a prezzo pieno diventerà antieconomico comprarli, anche se sono validi.

Il profumo del siero sul viso è l'unica cosa che oggi mi ricorda che sono un essere umano e non una mente piegata beceramente allo studio.

Torno ai libri.
Mi occorre un caffè.