martedì 10 luglio 2018

L'AFFANNO



L'affanno mi tiene un po' in piedi.
Si alterna alla stanchezza che contrasto con la caffeina di bevande varie ed eventuali.
Che poi, quel che temo maggiormente, é 
d'annoiarmi.
Che non mi piaccia più ciò che faccio, di rimanere intrappolata in una dimensione stretta e alienante.
A osservare il mondo dal forellino inciso su un pezzo di carta scarabocchiata.
Indagare la natura umana, mentre si é occupati apparentemente a far altro.
Indagare se stessi, mentre si indugia sul prossimo, che ha le medesime esigenze, e percorsi più o meno egualmente travagliati.

Sento forte la responsabilità di ciò che faccio.





lunedì 9 luglio 2018

UNA PORZIONE DI CIELO


Il terrazzino é la stanza che abito di piú in questa casa.
Affaccia su una porzione di cielo nero a forma di trapezio, dove brillano tre stelle, allineate come punte di un triangolo equilatero ideale, con la punta rivolta verso l'alto.
C'é una libellula che sbatacchia le ali avvicinandosi impunemente alla luce.
Una dimensione corale, cui sembra partecipare l'universo, e che si riduce inevitabilmente alla piccola unità che animo.

Mi soffermo poco nei giorni, faccio loro estrema opposizione.

Cerco di svuotare la mente per far spazio al nuovo, ma il vecchio la sovraffolla di continuo.

L'adattamento é anche questo.

Un brainstorming irruento che riduce in sintesi tutto ció che é stato e non sarà più.

Mai piú.

Ma che c'é stato e per ció solo continua a significare qualcosa.

Il futuro, anche quando porta oltre e altrove, e offre prospettive, non ha mai la capacità di estinguere il passato.
O di dare un senso al presente, senza un po' snaturarlo.


giovedì 28 giugno 2018

LA TERRA SOTTO I PIEDI, E LA DISTANZA DAL MARE


Gli infissi chiusi che affacciano sulla strada filtrano la musica della banda di paese che suona.
Il suono delle campane arriva un po' ovattato, eppure cristallino.

Le pale eoliche che spuntano all'orizzonte, tra la terra fertile ed il cielo incorniciato da nuvole basse e burrose, sono lo spettaccolo che si apre ai miei occhi sulla strada del ritorno.

La luce del sole é piena e con pienezza investe i colori della natura circostante.

Ho tanta terra sotto i piedi, come non ne ho mai avuta.
Il mare é distante, ma ne percepisco la presenza poco oltre l'orizzonte verdeggiante.

Esploro con gli occhi i passi che muovo nelle direzioni che desidero.

Rifletto a voce alta di infinite possibilità, quelle che questa nuova vita offre.


domenica 24 giugno 2018

GLI OCCHI IMMERSI NELLA LUNA



La mente rivolta verso l'alba.

Voglio spegnere ogni tensione ed ogni fastidio, placare il battito del cuore, e concentrarmi solo sull'aria che respiro.




venerdì 22 giugno 2018

HO IMPARATO TANTE COSE


Sono stata vivacemente stimolata, in queste settimane.
Sono stati piantati semi nella terra scura, le zolle fresche lavorate a mano per fare spazio a nuova vita.
E dove c'era già una solida pianta, ho realizzato innesti di nuove idee.

Ho sospinto la mia personalità nel suo svolgersi, senza troppi pudori.

Ho lasciato che emergesse il mio nome, che mi stringessero la mano, ho accolto sorrisi e apprezzamenti inaspettati.

Ho appreso nuovi metodi.
Ho corretto parzialmente le sbavature, mentre cercavo di raffinarmi.

Si é cristallizzata una prospettiva che sino a ieri sembrava talmente inconsistente da non essere reale.

E se ne sono aperte altre.

Le percorrerò?

Sarò in grado?

Fin dove voglio spingermi?


lunedì 11 giugno 2018

LA FOLLA DELLE OMBRE


Si affollano le ombre, e sono tante.
Ogni resistenza viene smorzata dalla forza di queste ombre scure, che si trascinano da anni, e cui vengono dati in pasto rabbia e risentimento, in un vortice di colpe e responsabilità surreali addossate costantemente agli altri.
Nulla che esista davvero, ma che nutrito quotidianamente in tal modo prende forma e sostanza.
Ed è una sostanza nera.
E fa spavento.
E fa prendere le distanze.

Ogni parola è vana.
Perchè su ogni parola parlata ce n'è una urlata che vuole sopraffarla.
In un estenuante e inutile guerra dalla quale l'unico sentimento forte che emerge è quello che induce ad allontanarsi.

Affaticarsi con i sussurri a contrastare la violenza delle parole urlate è un gioco perso, che non si può giocare.


domenica 10 giugno 2018

ACQUA SMERALDO E OCCHI CRISTALLINI


Il mare, la mia famiglia, gli occhi grandi e cristallini nei quali mi immergo, l'aria di casa, l'estate, la brezza marina, il cielo azzurro, il profilo dei monti, l'arco naturale della terra che si adagia lungo la costa.

Questo significa rientrare qui.

Appagare l'animo e gli occhi, dopo un necessario allontanarsi e vagare.

Un luogo, una radice, un coacervo di odori e colori che stabiliscono un legame essenziale.

Una staticità che non è stagnazione, ma un fluire lento e circolare.

Il divenire, cui ogni nuovo giorno offre nuovo impulso.