giovedì 20 luglio 2017

RISVEGLIO CON L'ORZAIOLO


Sembro un mostro, quasi non riuscivo ad aprire l'occhio, stamattina.

Come fanno certe donne a svegliarsi fresche come le rose, al mattino?

A parte l'orzaiolo, le condizioni in cui mi risveglio sono atroci, sempre.

Sembra che di notte, invece di dormire, io conduca estenuanti battaglie.

Ho quattro cuscini che di notte camminano, e per trovarne uno ad occhi chiusi, ogni volta, stendo le braccia sino ai confini del letto.

È fine luglio, ormai, e come ogni anno, c'è così poco tempo e così tante cose da fare...

FERITE DI GUERRA


Qualcuno ha deciso di comprare le ostriche e portarle a casa dei miei.
Mia madre non riusciva ad aprirle, mi ha dato il coltellaccio, mi ha indicato il punto in cui dovevo fare leva per aprire, e se ne è lavata le mani.
Io, che sono ghiotta di ostriche (come di parecchia altra roba, cruda, cotta, esotica o nostrana), naturalmente mi sono fatta male.



Mi sono ferita una parte dell'indice, superficialmente.
Ne ho aperte due, però, e mangiate con estremo gusto.
Poi mi sono infilata la punta del coltello nel pollice, per fortuna senza danni permanenti.
Certo, è uscito parecchio sangue, e mi stava venendo un mancamento per l'orrore, e mi sono dovuta stendere un attimo sul divano, ponendo una tregua nella guerra per l'apertura delle ostriche.

Se vuoi l'ostrica, che è tanto buona, te la devi guadagnare, a costo di farti male.

La metafora della vita, in fin dei conti.

martedì 18 luglio 2017

COME UNA BENDA SUGLI OCCHI



Non ti consente di vedere, ma tu senti.

E quel sentire è come squarciare il fitto velo della benda.

C'è un'estetica che apprezzo, ma non mi appartiene.

Ci sono confini che ho varcato e ho trovato terre desolate.

E desolanti.

I capelli corti sono cresciuti.

Ho voglia di prendere un biglietto e sparire.

lunedì 17 luglio 2017

GENTE CHE BALLA GIANNA GIANNA, IL TRIANGOLO NO NON L'AVEVO CONSIDERATO E COME È BELLO FAR L'AMORE DA TRIESTE IN GIÙ, E SI DIVERTE



Ed io sono lì seduta che "no, non voglio ballare questa roba, non insistete", e nella testa mi parte lo stacchetto musicale della Rettore, che fa "dammi una lametta che mi taglio le vene".

Mentre sorseggio rapidamente il cocktail analcolico, osservo la ventenne mezza nuda, su cui si è appolipato un poco baldo quarantenne, molto sudato, e poco preoccupato degli sguardi altrui.
Le mette le mani sul culo, e lei lo lascia fare stringendoglisi più forte.
Lei continua a ballare come una tarantolata, con i seni che escono incontenibili dal micro top di due taglie in meno.
Cominciano ad amoreggiare focosamente, davanti a tutti, cercando di catturare anche l'attenzione di chi distoglie lo sguardo, o lo ha rivolto altrove.

C'è gente che si dimena su note che non distinguo ("sarà Baglioni o Venditti?"), gente che puzza di alcol come se bevesse ininterrottamente da sempre, altri che fanno finta di divertirsi per giustificare l'esserci, in un posto dove capito per sbaglio, per insistenza di altri.
Non ricordo dove è esattamente casa, sono obbligata a restare.

Mi annoio.

Non che ci sia mai stato un tempo in cui queste cose mi abbiano divertito: quando mi hanno trascinato in certi contesti, ero con tanti amici, ed ero molto più giovane.

La domanda che sorge spontanea è se esista ancora un'età per certe cose, o se chi persevera in certe dinamiche è immaturo, o segua semplicemente il proprio gusto.

Quando sento "gianna gianna" mi viene ormai quasi un mancamento per la nausea.

Mi annoio terribilmente.



sabato 15 luglio 2017

LA BORSA PER LE ISOLE



Nella borsa per le isole c'è:
- l'immancabile crema solare, che funge anche da idratante doposole, perché il sole picchia;
- la maschera, perché sebbene l'acqua sia limpida e ci si possa immergere a occhi aperti, comunque torna utile;
- la macchinetta fotografica subacquea, per catturare le meraviglie sommerse;
- il pareo grande e colorato, che funge da telo mare e varie altre cose;
- un foulard nero per la sera, da mettere su qualsiasi cosa, se dovesse fare fresco;
- il cappello a tesa larga, perché in spiaggia o in barca è essenziale;
- un vestito corto ed uno lungo;
- sandali bassi e versatili ai piedi, e un paio di infradito di gomma per il mare;
- una bottiglia d'acqua ed un buon libro per il viaggio in nave;
- il costume da bagno, naturalmente!

Indosso l'azzurro, il bianco e il cuio dei sandali bassi, colori con i quali, quando parto per il mare, mi sembra di essere sempre in ordine.
Sto per partire, e sento il cuore che comincia ad alleggerirsi, mentre perde il rosso di cui brilla e si colora di blu.

venerdì 14 luglio 2017

E IMPARARE A CEDERE



Insegnatemi.
Io non ne sono capace.
Spiegatemi che tecniche usate.
A quali forze fate appello, se quando cedete è perché vi viene promesso in cambio il paradiso o quanto altro.

Io non so cedere.
Ed il più delle volte significa che da niente si arriva alla catastrofe in un attimo.


IT'S A NEW DAY



Avevo proposto di farla sedere al piano.
Hanno accolto con entusiasmo l'idea e procacciato il locale con un bel pianoforte accanto ai tavoli.
Una parte degli amici stranieri facevano parte di una sorta di collettivo di artisti e amanti dell'arte.
Le ho chiesto di eseguire un pezzo di Nina.

E lei ha mosso le dita sui tasti del pianoforte, levando la voce sulla melodia incantevole.

Mi sono commossa.

È stato a dir poco toccante.

Nella sala accanto, mentre stavamo per andare via, un uomo anziano, sudamericano, in piedi al centro della sala, abbracciato alla moglie, ha intonato con la voce una canzone popolare, vibrando sapientemente la voce.
Nella sala è calato il silenzio.
Lo scroscio di applausi ha colmato lo spazio privo di parole.

E siamo usciti, verso la giornata assolata, per portare a termine il programma stabilito.

È stato un addio al nubilato splendido.

La futura sposa è splendida, e lui ha avuto una fortuna incredibile a trovare la propria metà, nel casino del mondo che infuria lì fuori, in una città dove è più facile perdersi che trovarsi.