giovedì 20 agosto 2015

GABBIANO URBANO



Mi sembra di rivedermi in una foto che ho osservato recentemente, di un gabbiano ritratto in un paesaggio urbano, di quelli magnificenti, sospeso su una nuvola.


Ho sempre questa sensazione, quasi fisica, tra il petto e la schiena, di incamerare ossigeno e coraggio per poter cosí spiccare voli sempre piú lunghi.


Apnee aeree.


E al pari di un gabbiano urbano, pur volando in alto, rovisto nella spazzatura per nutrirmi e tenermi in vita.


È un prezzo che ho accettato, ma fino a che punto, per stare qui?






2 commenti:

Bill Lee ha detto...

subito ho pensato che fosse da sboroni identificarsi in un gabbiano però il "pur volando in alto rovisto nella spazzatura per nutrirmi e tenermi in vita" è meraviglioso.

Ecco ora immagina un gabbiano con un'ala spezzata, pensa a quanto gli girano le palle di non poter volare.
Eccolo, sono io!

.come.fossi.acqua. ha detto...


abbiamo tutti handicap di tipo fisico o psicologico.
handicap emotivi, pure.
si vola uguale, ma sono voli, non riescono a prescindere dalla terra ferma, sulla quale, dopo un po', tornano a posarsi.