giovedì 21 gennaio 2016

QUANDO SI É STANCHI DI TUTTO



E poi il caso vuole che certe certi piani vengano scombinati dalle contingenze.


E dunque gli ho detto che ci saremmo visti, stamattina, se capitava di incontrarsi.


Mi ha chiamato per chiedermi dove fossi.
Avevo il cellulare in mano, stavo rispondendo ad un messaggio, quindi ho aperto subito la telefonata.
"Sono qui...", e ho specificato dove.
"Ti raggiungo in un attimo", e cosí é stato.
Ero presa dalle mie cose, seduta, assorta sulle parole che stavo leggendo, quando mi sono sentita osservare, e mi sono girata.
Era lí, dietro le mie spalle, che mi guardava in silenzio.
"Ciao", e ci siamo baciati sulle guance.
Lui mi é parso trattenersi oltre il dovuto vicino i miei capelli, ma forse l'ho solo immaginato.
Mi ha chiesto una cosa, mentre ci incamminavamo, e gliel'ho raccontata, allegra.
Quando gli parlo mi ascolta in silenzio e gli occhi sorridono.
Ha degli occhi fuori dal comune, e anche una bella bocca, il labbro solcato sul lato da una piccola cicatrice che lo rende sensuale.
Ci conosciamo da tanti anni, eppure ci stiamo conoscendo solo ora.
Oggi lui ha qualche ruga in piú, e anche dei capelli bianchi.
Io suppongo di essere rimasta come ero, a parte un piglio piú deciso.
Davanti ad un caffé mi ha confidato di essersi stancato di fare questo lavoro.
Di essersi stancato un po' di tutto.
Ha insistito affinché intraprenda un percorso lavorativo parallelo, che potrebbe portarmi utili.
Sicuramente la dritta é buona.
Si é anche proposto di darmi una mano a livello tecnico, laddove dovessi incontrare difficoltà.


Ci vedremo a stretto giro, in ogni caso, per un'altra questione che con il lavoro ha poco a che fare, e che ha molto a che vedere con lo svago.


Vuole venire a trovarmi, é questo il punto.


E a me fa piacere.


Dubito di essere in grado di nascondere fisicamente quando mi fa piacere qualcosa, quindi immagino abbia inteso.


E dunque questo.


Lascio che le cose semplicemente accadano, assaporandole nel loro svolgersi temporale e temporalesco.