venerdì 22 gennaio 2016

UN BRINDISI ALLA STRAFOTTENZA





Butteró una magliettina a crudo, addosso, sopra un pantalone e dei tacchi alti tanto da raggiungere l'altezza che mi occorre.
Strati di lana superflui a go go per tenermi calda.
A viso nudo, con un filo di trucco, brinderó in cattiva compagnia alla strafottenza preordinata della serata che mi aspetta.
O la va o la spacca.
Oppure va e spacca.
Sarebbe un lieto fine, per una volta.
Oppure non vado e mi spacco altrove.
Il che costituisce pur sempre un altro lieto fine.
Posso sempre appendere, all'ultimo secondo, per fare qualcosa di interessante altrove.
L'alternativa puó esserci, se mi va di portarla ad esistenza.


Sono una stupida senza pazienza.


Se ci fosse un club dell'impazienza, ne sarei la fondatrice.
Ed ecco perché non esiste.


Dovrei mettere un punto a tutto questo sproloquiare, ma proprio non riesco a rinunciare a questa inoffensiva valvola di sfogo.









3 commenti:

Bill Lee ha detto...

E perchè mai dovresti rinunciare??
tra l'altro i tuoi sproloqui non sono mica male, sembra sembra tu abbia qualcosa d'importante da dire.

Bill Lee ha detto...

sembra sembra doveva essere un sembra sempre.

.come.fossi.acqua. ha detto...




Sembrare non é l'equivalente di essere o avere.
Magari non ho nulla da dire, ma sgorgano parole a caso, incazzature a caso (diverse, ultimamente), aneddoti a caso.
Quello di stasera me lo risparmio.
Lo risparmio al mondo, pur non essendo stata in grado di risparmiarlo al mio piccolo mondo.

Vorrei davvero smetterla di perdere tempo con cose per cui non ne vale la pena.
E mentre ne scrivo é giá passata.
Non esiste piú.
Esiste solo un domani nuovo di zecca, con nuove opportunità da cogliere.
Quelle offerte dall'oggi non erano granchê!