venerdì 24 febbraio 2012

CONFLITTI

Immersa fino al collo in un profondo"non lo so".
Che tradotto significa "in realtà lo so".
E analizzato diventa "probabilmente lo saprei meglio se fossi obbligata a decidere".
E con estrema lungimiranza si trasforma in "no, non è vero, probabilmente lo so già da ora che scelta farei".
Il che mi riporta al secondo punto.
E sarebbe già un punto fermo se il dubbio non mi trascinasse di nuovo per i capelli al punto di partenza.

E quindi niente, non lo so.
Forse non lo saprò mai.
Questa incognita, finchè campo, graverà inesorabile sulla mia esistenza.
Come uno scintillante anatema.


4 commenti:

Serena Madhouse ha detto...

Sono arrivata alla conclusione che quando si tende a complicare tutto è perchè una cosa si desidera ma in realtà si sa benissimo che è molto meglio che non si avveri.
Quando tutti gli elementi coincidono nella nostra testa (ma anche nel cuore e nello stomaco) tutto fila via liscio e lasciamo poco spazio ai labirinti mentali..(ma questa è solo la mia misera opinione)

.come.fossi.acqua. ha detto...

mad, non è misera neanche un po' ;-)

ha detto...

saggia la mad. ma giusto per mettere in azione il mio nuovo mantra: "facciamoci delle domande" sul perchè è meglio che non si avveri. e non lo chiedo a te, eh, capiamoci. ;)

.come.fossi.acqua. ha detto...

pì, la domanda l'ho fatta e il perchè lo so.

ora tocca verificare se ci si può fare qualcosa, se mai ci si potrà fare qualcosa.

io sono una testa di legno.