venerdì 24 aprile 2015

ALLO SCOCCARE DELLA MEZZANOTTE



"Magari vi raggiungo piú tardi...", ho risposto al messaggio.
E invece di buttarmi in vasca, mi sono messa a cucinare
Ho messo a cuocere del sugo con la salsiccia - che con la polenta é la morte sua! - e tagliato la mozzarella e... infornato le lasagne.
Ho aperto un vino costoso che ho comprato un paio di settimane fa.
E bevendolo si capisce perché non sia propriamente economico, con quel retrogusto marcato di mora di rovo.


Ho repentinamente cambiato operatore, oggi.
Torno al vecchio, causa gustosa offerta di rientro.
Solo che se ne parla da martedì.
Ergo, avendo disattivato l'offerta che si rinnova stanotte, resterò senza messaggi e internet e chiamate illimitati sino ad allora.
Non devo chiamare nessuno questo week end.
Non voglio scrivere a nessuno.
Non voglio comunicare in generale con nessuno.


Mentre sorseggio il vino delizioso che ho deciso di dedicare alla mia compagnia, il profumo delle lasagne profana l'odore di pulito che si respirava a pieni polmoni entrando a casa, questi giorni.


A proposito, ho comprato un nuovo profumo.
E crema profumata che si vaporizza sul corpo ed è fichissima e mi fa venire in mente usi impropri che a breve non mi dispiacerebbe sperimentare.


Ho fatto un lavoro con i controcoglioni questi giorni.
Ho studiato da matti.
"Hai finito?", mi chiede la persona che deve integrare la mia parte, trattandosi di un lavoro a quattro mani.
"È solo una bozza da rifinire...", dico.
"Ho appena saputo che hanno spostato l'appuntamento... Non é piú lunedì..", dice.


Maledetto.
Che tu sia maledetto.
Ci ho perso la salute questi giorni a lavorarci sopra!
Potevi dirmelo prima, eccecazz!


Vabbé, l'ha appena saputo, non posso colpevolizzarlo.


Questa "occasione", alla quale fisicamente mancheró perchè ho preso un impegno quel giorno, altrove, mi consente di riflettere ancora sulla questione.
Il che mi avvantaggia, disponendo di tempo insperato per affinare quanto fatto di corsa e grossolanamente.


"Che fai?" mi scrive in questo istante.
"Aspetto che il forno mi renda le lasagne e bevo vino nell'attesa", rispondo.
"Non esci?", mi chiede.
"Non credo..."
"Passo a bermi un bicchiere di vino da te, casomai..."
"Ti conservò un pezzo di lasagna?"
"Non mangio carboidrati la sera, lo sai..."
"Io invece, che non sono figa come te nè aspiro ad esserlo, me la mangio intera!!! Che bello!"
"Che porto?"
"Un dolcino... Sigarette..."


Le lasagne sembrano pronte :D



8 commenti:

Apprendista Nocchiero ha detto...

Non mangiare carboidrati la sera può essere una buona regola. Una di quelle che non ho mai voluto seguire.
Attendere che il forno ci renda il meritato pasto è sempre un dolce intervallo che un bicchiere rende semplicemente incantato.

MichiVolo ha detto...

e la crema-profumo qual è? :-)

emmegi ha detto...

Lasagne e vino accompagnano al paradiso di golosità

Patalice ha detto...

...che palle avere a che fare con quelli che "io quello non lo mangio"... poi penso che però... più per me!

.come.fossi.acqua. ha detto...

Non mi sono mai posta il problema carboidrati.
Non voglio avere fisime con il cibo.
Non le ho mai avute... ;-)

.come.fossi.acqua. ha detto...

Burberry...

Un profumo molto femminile.

Per me che uso deodoranti e profumi da uomo, da un po', e creme e cremine e acque profumate di ogni sorta, é un po' una "stravaganza".

Vedremo quanto dura!

.come.fossi.acqua. ha detto...

Pure il dolcino al cioccolato finale... Ti pare? :D

.come.fossi.acqua. ha detto...

Sono molto accomodante sul cibo.
Vado incontro a carnivori, vegani, celiaci, intolleranti al lattosio...

Il problema reale, con chi ha problemi con il cibo, é talvolta un certo tipo di intransigenza e l'insorgere di certe pretese.

Cosí mi é capitato che l'intollerante al lattosio guardasse male il formaggio messo a tavola per gli altri ospiti, che il vegano - cui per rispetto non turbavo mangiandogli carne vicino - se ne uscisse con vari "che schifo" ed espressioni di disgusto e moralizzanti l'unica volta che ho ordinato della carne in sua compagnia.

Mi é capitato pure che dei celiaci con cui ho passato una ricorrenza, per i quali mi ero sempre premurata di prendere pane senza glutine e di organizzare menu a tema, rompessero le palle perché volevo mangiare un piatto di pasta.
Me lo sarei cucinato da sola.
No.
Ho dovuto mangiare la frittata che non volevo.

La tolleranza - e l'educazione - prescindono dai gusti alimentari e dalle esigenze legate alla salute.

Mi rendo conto che valuto molto le persone da come stanno a tavola.
Si capiscono tantissime cose...