giovedì 3 dicembre 2015

L'ANNO DELLA RICONCILIAZIONE



É forse quello che ricorderò di quest'anno che sta finendo di volare via.


Riconciliarsi richiede tempo.
Spazi ampi.
Silenzi.
Parecchie lacrime pure.
E per la maggior parte nemmeno versate.


È successo diversi mesi fa, a dire il vero, e avrei voluto scriverne, e ne ho scritto, ma il fiume di parole é rimasto bozza, e lí sprofonderà silenziosamente.


E quindi magari per qualcuno il Natale sará la solita festa comandata, l'esaltazione del consumismo occidentale, il trionfo del buonismo e di una tradizione per molti superata.
Per qualcuno non c'è nulla da festeggiare.
Per me sará il primo Natale che trascorreró di nuovo con la mia famiglia al completo.
Anche se non mancheranno le solite folkloristiche discussioni a tavola, con questi pranzi e queste cene che durano sempre meno e sono sempre meno popolosi.


Non mi importa.
Mi fa piacere pensare che saremo tutti insieme, ancora una volta.

3 commenti:

Bill Lee ha detto...

a Natale c'era una tavolata immensa, nonna, zie zii e cugini, una ventina di persone.
La nonna è morta, i cugini sono cresciuti e hanno figliato, ogni zio/zia pranza con figlio e nipoti, per un paio d'anni sono stato super contento di aver evitato quei pranzi lunghissimi, ma quest'anno avrei proprio voglia di fare un pranzone.
Mi manca tanto la mia nonna. Era una rockstar. Aveva anche i capelli azzurri, lo giuro.

.come.fossi.acqua. ha detto...



Non ci trovo nulla di così mortificante o abominevole nel passare il natale in famiglia.
Chi non apprezza certe cose probabilmente non le merita.

sara-sky ha detto...

^_^