lunedì 21 settembre 2015

C'È QUALCOSA CHE CONTINUA A MANCARMI


E lo so cos'è, e non posso farci nulla.
E mi fa rabbia.
Come mi fa rabbia la cattiveria e la tristezza e le invidie stupide con cui mi scontro quotidianamente.

Mi manca quel livello di comprensione che ho raggiunto con qualcuno e da un bel pezzo non raggiungo neanche lontanamente con nessuno.

E continuo a domandarmi se debba rassegnarmi a questa raggiante solitudine o capovolgere le mie prioritá in ragione delle ultime nuove.

Io non sono in grado di lasciarmi condizionare, non sono quel tipo di persona lì.

Se acconsento o scendo a compromessi, se sono accomodante, se sono sempre cortese, lo faccio per preservare la pace e la tranquillità, per tolleranza, anche quando intimamente non aderisco.

Con questa cosa qui non posso scendere a compromessi.

Eppure devo tenerne conto, e si, ci sto male, e mi farei un pianto se mi uscissero le lacrime.


L'altra sera che sono uscita ho fumato abbastanza.

Qualcuno ha pensato bene di richiamarmi all'ordine, altri di farneticare sul fatto che non abbia smesso.

Non ho risposto male a nessuno di loro, ma li avrei mandati volentieri a quel paese.

Ho mille pensieri per la testa, mi sono operata da poco, ho una mobilità ancora ridotta, e non posso fare sport.

Non posso neanche farmi un bagno a mare.

E altre cose mi restano precluse.

Se mi privo pure di cioccolata e sigarette ammazzo qualcuno.

Mi domando per quale ragione certe cose si debbano spiegare.

Perchè è così difficile avere un po' di comprensione, perchè sono tutti così concentrati ad evidenziare i difetti degli altri, anche nei momenti meno opportuni.
Perchè accanirsi con me, in questo momento in cui vorrei sentire meno voci e meno parole possibili.
Perchè a me piace chiacchierare, mi ha detto ieri sera qualcuno.
"Questa è una presunzione che potrebbe non corrispondere a realtà. Ci sono volte che non ho affatto voglia di parlare..." e mi ha guardato come se non fossi io, ma posseduta da uno spirito ignoto.

Le giornate non lavorative, da che ho ripreso, sono scandite da numerosi "perchè non me l'hai detto che ti operavi?", come se in questi tempi di dovuta condivisione non residuasse più spazio per la privacy.
Come se fossi tenuta a dare conto delle mie ansie agli altri, quando devo già rendere conto a me stessa.
E' andata come è andata.

Adesso lasciatemi fumare le mie cazzo di sigarette, smetterò più in là.
Che al prossimo che dice qualcosa ce la spengo in fronte.




  

4 commenti:

sara-sky ha detto...

ignorali. E passa oltre.
Ti giuro che alla fine del tunnel potrebbe esserci qualcuno di interessante ;)

.come.fossi.acqua. ha detto...


me ne sono andata.

non avevo voglia di dire nulla, solo di andarmene.

e di fumare.

Eva C. ha detto...

Fuma e fottitene!Anche io sto fumando come una ciminiera e anche io mi sento dire da un sacco di gente intorno che devo smettere...alla mia età...si certo,dovrei anche smettere di andare a lavorare e di relazionarmi al genere umano,invece sono costretta a farlo,quindi fatemi fumare le mie fottutissime sigarette.
C'è un tempo per tutto,c'è il tempo in cui si ha voglia di essere salutisti,di dormire,di essere positivi e di stare attenti a cosa si mangia.
C'è il tempo in cui si ha solo voglia di consolarsi e di fare qualcosa che ci faccia sentire un minimo meglio.
La gente non lo capirà mai.
Che parli pure a vanvera.
Evviva i silenzi.

.come.fossi.acqua. ha detto...


Il silenzio è per pochi.
È pieno di bocche aperte che attingono al serbatoio della retorica pur di spendere fiato e guadagnare il proprio momento di celebritá.