mercoledì 9 settembre 2015

PIANTONATA E POCO MORIBONDA



Il gatto a casa dei miei non mi molla da che sono qui.
Miagola costantemente al mio indirizzo, cerca carezze e ne offre, viene a stendersi vicino la mia sedia, sul pavimento, o mi scruta dalla poltrona, quando non sono distesa nel letto.
Mi viene in mente la storia di quel gatto che andava a coricarsi vicino i moribondi, in una casa di cura, tempo fa...
Non è il mio caso, non lo è.
Però, diamine gatto!
Mollami un po', miglioro di giorno in giorno!
Non sto a morì!

Però ho saputo che gli schiaffoni li ho ricevuti perchè non volevo svegliarmi.
"Si sono presi tutti un bello spavento", mi hanno detto oggi.

La permanenza a casa dei miei genitori prosegue tra mille casini.
I loro.
Avevo chiesto un po' di tranquillità, ma non sono in grado di regolarsi.
L'altro giorno mia madre, nel letto d'ospedale, ha inteso strofinarmi così forte la garza doppia imbevuta d'acqua sulle labbra, che stavo per sanguinare.
Ho urlato "mi fai male" con il poco fiato che avevo in gola per farla smettere.
Apprezzo i suoi sforzi nei miei confronti, ma apprezzo di più se non li fa.
Oggi mi ha accompagnato a fare la prima della serie di punture del cazzo che debbo fare in conseguenza dell'operazione e di cui nessuno mi aveva parlato prima.
Le ho chiesto di evitare le buche e i dossi e di fare le curve dolci.
Naturalmente ha imboccato la strada piena di traffico, frenate e sterzate come quasi a un rally, dossi e buche li ha presi tutti con una precisione matematica.

Sono le 20.44 minuti ora, e ho fame.
Loro probabilmente no, perchè cazzeggiano in cucina davanti la tv, sciorinando i propri malesseri fisici ed esistenziali.
La loro inadeguatezza di fronte al malessere altrui è pari solo a quella dei bambini viziati rispetto ai genitori che li viziano.
Eppure non posso che voler loro del bene.
Sono tarata anche io.
E' la prima volta che si trovano investiti della responsabilità di provvedere a me dai tempi del morbillo e della rosolia.
Tra ieri e oggi mi hanno offerto vino rosso a tavola, perchè il vino fa sangue.
Una volta al giorno si ricordano di chiedermi come sto.
Oggi ho invano chiesto che mi provassero la pressione.
Da che mi sono operata è abbastanza bassa.
Hanno fatto prima orecchie da mercante, poi se ne sono dimenticati, poi mio padre è andato al lavoro e mia madre stava per prendere la stessa strada quando le ho chiesto di misurarmi al volo la pressione.
Con estremo disturbo e sacrificio mi ha infilato al braccio destro la fascia con su scritto "left arm", e mi ha misurato la pressione.
"Credo di avertela messa al contrario...", sfilandola e rimettendola al contrario allo stesso braccio.
"Ma qui indica braccio sinistro, me l'hai infilata al destro, la fascia!", ho detto perplessa.
Dice che è la stessa cosa.
E che comunque, a occhio, sto meglio.

Domani potrei quasi tornare a casa mia...










2 commenti:

sara-sky ha detto...

coraggio! :)

.come.fossi.acqua. ha detto...


si si.. e chi scappa.
anche perchè, dove?