venerdì 25 settembre 2015

USCIRE O NON USCIRE, QUESTO IL DILEMMA


Perchè è venerdì e ho lavorato in modo estenuante ed ininterrotto sino a poco fa.
E potrei raggiungere degli amici, e poi altri ancora più tardi, e passare a salutare un amico che suona in un locale.

E mettere un bel vestito, e incontrare gente, fare chiacchiere...

Non ho voglia di vestirmi, di incontrare gente, di parlare.

Vorrei accendermi il camino e spegnermi lentamente in un caldo abbraccio.
Ecco tutto.

Una cosa banale, ma irrealizzabile.

E non tanto per il camino, che è vero che mi manca la legna e potrei giusto dare fuoco a un paio di sedie per accenderlo, ma se voglio mi procaccio quel che mi serve in un baleno.

Lo so che sembro contraddittoria, quelli che scarto da un lato e la solitudine che punge dall'altro, ma sono posizioni inconciliabili.

L'abbraccio che vorrei non è un abbraccio a caso.

L'intimità che desidero non la desidero con chiunque.

Stasera sono anche stanca.

Sarà tutta la stanchezza di questo periodo assurdo e travagliato, che ho attraversato in buona parte da sola.

E sarà solo stanchezza fisica.

Sono la donna che volevo diventare, mi dico.

E qualcosa di più, qualcosa di diverso ed imprevisto, un ibrido, un prodotto della mia coscienza.

Qualcosa che nello specchio, da bambina, non potevo immaginare di realizzare con tanta lucidità.

Ci sono cose delle quali tento di convincermi, ma che alla fine mi convincono che non è come me la voglio raccontare.

Tipo il fatto che non ho mai avuto bisogno di un uomo accanto per sentirmi al sicuro.

Fino a che non ho incontrato un uomo che mi ha fatto sentire protetta.

O ancora il fatto che da sola ci sto bene e nei rapporti con gli altri me la cavo abbastanza.

Fino a che... beh... il giorno che mi dovrò convincere del contrario ancora non è arrivato.

Però, mi domando, per quanto riesca ad intrattenere rapporti proficui con le persone, questa cosa cambia la mia vita in meglio?

La risposta è ovvia, ed è positiva.

Questa cosa mi riempie la vita?

La risposta non è altrettanto ovvia.

No, l'amore e la stima di quelli che conosco mi rende orgogliosa di quel che faccio, di come lo faccio, di quella che sono.
Ne vado fiera.
Però non mi riempie come quando mi riempiva l'amore di un'unica persona, quella che amavo.

Ed ecco dove sta il nocciolo della questione.

Nel fatto che un'unica persona, di per sè, ha la forza di incidere sulla mia vita più di quanto un gruppo nutrito - che può arrivare a coincidere con l'intera collettività - possa fare.

Un'unica persona, e che forza che deve avere...

Quale forza ha avuto che altri non riescono nemmeno lontanamente ad eguagliare.

Mi domando se non resti ancorata al miraggio di un'idea che dovrei seppellire insieme ai ricordi.

E' un miraggio?

E l'oblio l'unica soluzione?











6 commenti:

sieditimatte! ha detto...

Un abbraccio grande così, anche se non ci conosciamo, anche se e' via internet e anche se non e' del tipo che cerchi tu temo..
Matteo

.come.fossi.acqua. ha detto...

grazie, lo apprezzo... ;-)

MichiVolo ha detto...

troppe domande...confesso che, leggendoti, mi leggevo e...ok, ho un leggero magone.

.come.fossi.acqua. ha detto...

Michi, dai...

Tutto passa.

Davvero tutto.

C'è solo il futuro davanti, e il passato non puó costituire un fardello.

Perchè non lo è.

Eva C. ha detto...

Mia cara,come sai,anche io mi sento esattamente così e mi sono trasformata non in quello che volevo ma in quello che temevo.
Ed anche io ho tantissimi amici,vado in un sacco di serate,faccio le 8 di mattina e mi sbronzo come una quindicenne. Ma cosa vorrei veramente?
Lo stesso abbraccio di cui parli anche tu.

.come.fossi.acqua. ha detto...


Eva, mi domando perchè sia diventato così complicato tutto.
Una parte della vita, con l'esperienza, si semplifica.
Un'altra, pure rilevante, si complica irrimediabilmente.
E non riesco a capire bene il perchè.