martedì 1 settembre 2015

L'ULTIMO ARRIVATO IN CASA



Sepolto dalla polvere e da vecchi giornali, in un angolo remoto e dismesso, l'ho preso e l'ho portato a casa.


C'è voluto parecchio olio di gomito per pulirlo.


Non ho dovuto scartavetrarlo, considerato che lo strato di trattamento superficiale si è letteralmente polverizzato nel tempo.


La data di nascita di questo mobile si colloca presumibilmente negli anni '70.


La solita roba vintage che piace a me.


Alla prima pennellata di impregnante, ho visto dissiparsi la scure del tempo e riemergere la bellezza del mobile.


Lo specchio sovrastante non ha crepe nè macchie, come se il tempo e la rovina non l'avessero intaccato.


La mia immagine si riflette limpida e cosí mi ritorna agli occhi.


Ho montato dei pomelli di ceramica dipinti a mano, indiani, ma acquistati dall'altra parte del mondo.


Tre sono uguali, ma uno è diverso.


Quattro uguali non ce li avevo!


Quello che apparentemente è un difetto che denota insufficienza per numero, a me pare una mirabile caratteristica di unicità.


L'opera di ripristino l'ho condotta nella stanza degli ospiti, dove avevo intenzione di collocarlo.


Eppure mi conquista a tal punto che credo lo porteró nella mia camera da letto.


Chiacchierando l'altro giorno con un amico che sta andando a vivere da solo, mi diceva che ha intenzione di andare a comprare cucina, camera da letto e soggiorno in un noto negozio della zona.


Truciolato venduto a caro prezzo, e modellato secondo gusti massificati, batte pezzi originali in legno.


Gli ho chiesto perchè, in considerazione delle somme che ha intenzione di spendere, non valutasse di prendere qualche pezzo in legno anche datato, di seconda mano.


Per comoditá, pare, e perchè certe forme moderne sono piú accattivanti, ha detto che preferisce spendere soldoni in mobili di legno pressato.


Sono gusti.


E disponibilità economiche delle quali non dispongo.


Nel senso che se guadagno qualcosa, preferisco investire in viaggi che in cose.


In ogni caso, non mi dispiace affatto avere vecchi mobili, a casa.


Non antichi, non di pregio, forse nemmeno belli.


Sará la loro storia, il fatto che siano appartenuti ad altri, a nonna anche, e che abbiano un briciolo di personalità che a certi oggetti fabbricati con lo stampino in serie manca.


Sará che anche questo è uno dei modi che uso per contrastare il consumismo sfrenato del mondo.


Sará che il riutilizzo ed il riciclo sono, secondo me, una forma di soluzione allo spreco di materie che vengono tolte alla vita - vegetale, ma anche umana, considerata la manodopera impiegata - e sotto questo profilo meritano un briciolo di attenzione.













6 commenti:

Kanachan ha detto...

Mi affascina questa cosa che fai di rimettere a posto i mobili... io non ne sarei mai capace! Però c'è un comò, in soffitta, appartenuto a mia nonna, che davvero vorrei restaurare e usare... se non fosse che non c'entra niente con la mia camera!!

Bill Lee ha detto...

la frase più bella è
quattro uguali non ce li avevo

.come.fossi.acqua. ha detto...

Kan, è una cosa che faccio senza impegno e probabilmente i risultati non sono ad alti livelli, peró mi piace.
Mi rilassa.

Se in camera non c'entra magari puoi metterlo altrove.
O customizzarlo in modo tale da inserirlo.
Su youtube si trovano una marea di tutorial per ogni genere e stile!

.come.fossi.acqua. ha detto...

Bill, non ce li avevo sul serio! :))))

sara-sky ha detto...

io ho sempre aiutato a sistemare i mobili, ma non so se ne sarei capace da sola!
e condivido il discorso sulla qualità e il prezzo ;)

.come.fossi.acqua. ha detto...

Sara, ci vuol tempo e fantasia :)))