venerdì 5 agosto 2016

LA TRAVERSATA


Nel percorso vacanziero l'improvvisazione ci ha fatto decidere per un tragitto di quelli non battuti dai turisti, in una zona, di per sé, già non frequentata dal turismo di massa.
Siamo passate per montagne verdi e valli incantate, fiumi e chiese sui loro argini.
Città incastonate nella roccia o sepolte nella storia di quel che è stato e non è piú altrettanto magnificente.
Il gps si è perso, il navigatore ha dato forfait, abbiamo proseguito a braccio per diversi tratti, leggendo segnali in una lingua dimenticata altrove, ma non qui.
Non nella mia testa.
Abbiamo incontrato quattro volpi, sulla strada.

Dopo ore di guida, e due brevi tappe per foto, cibo e bisogni fisiologici, siamo arrivate sul mare, in questo posto che è un piccolo mondo a sè, ed il turismo è prevalentemente quello dei locali.

Dopo giorni di marcia, a me chiedono se sono di qui, perchè li capisco quando parlano, e la mia pronuncia è corretta, ed i miei tratti cosí versatili da contenere cosí tante genti e razze cui appartengo, ma non sono.

Nessuno ci ha ancora mai rivolto direttamente una parola in italiano.

Ci chiedono di dove siamo, e restano perplessi quando rispondiamo che siamo italiane.

Il che, da turiste un po' anomale, ci inorgoglisce.

E non per il fatto di non passare per italiane, ma perché non veniamo associate a comportamenti beceri che gli italiani sfoggiano in genere all'estero.

Ora ho appuntamento con il tramonto.

Scappo!

4 commenti:

Patalice ha detto...

...mai fare attendere un tramonto...

Apprendista Nocchiero ha detto...

Vivere un luogo, anziché visitarlo turisticamente è la migliore delle vacanze

sara-sky ha detto...

quoto apprendista nocchiero! ^_^

Nina ha detto...

Non riesco a seguirti come prim, ma dove sei diretta. Bellissimo quando il GPS ci molla. Ciao e buona vacanza.